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impianto dentale

Che cos’è l’impianto dentale

L’impianto dentale è una piccola vite in titanio che viene inserita chirurgicamente nell’osso della mandibola o del mascellare, prendendo il posto delle radici dei denti mancanti. Su questi impianti vengono poi fissate delle protesi, che possono essere sia fisse che rimovibili, restituendo funzionalità e aspetto naturale al sorriso.

Perché scegliere un impianto dentale

La perdita di uno o più denti non influisce solo sull’estetica del sorriso, ma può portare a difficoltà nella masticazione, problemi di chiusura delle arcate (malocclusioni), dolori, disturbi posturali e persino difficoltà digestive.
L’implantologia rappresenta una soluzione affidabile e duratura per riacquistare denti stabili e dall’aspetto naturale.
È importante ricordare che l’inserimento degli impianti è possibile solo quando l’osso di supporto è sufficiente e in buona salute.

Tipologie di protesi fissa

01

Protesi singola su impianto

Viene utilizzata per sostituire un solo dente mancante, fissando una corona direttamente su un impianto.

02

Ponte su impianti

Questa soluzione permette di sostituire più denti vicini, utilizzando due o più impianti come supporto per un ponte protesico.

03

Riabilitazione completa dell’arcata

Nei casi in cui manchino tutti i denti di una delle arcate (superiore o inferiore), si possono inserire più impianti e applicare una protesi fissa (nota anche come Protesi di Toronto) che ripristina l’intero sorriso.

Implantologia dentale a carico immediato

L’implantologia a carico immediato prevede l’inserimento degli impianti necessari per ripristinare sia l’estetica che la funzionalità masticatoria in tempi molto rapidi.
Si può intervenire sia per sostituire un singolo dente che per più elementi mancanti, fino a riabilitare un’intera arcata. In quest’ultimo caso, vengono generalmente inseriti da 4 a 6 impianti che servono da supporto per una protesi provvisoria fissa, posizionata entro 24/48 ore.

Grazie a questa tecnica, il paziente non deve utilizzare protesi mobili provvisorie. Dopo un periodo di guarigione di circa 3-6 mesi, si potrà procedere con l’applicazione della protesi definitiva fissa.

Va sottolineato che il carico immediato non è sempre applicabile: in alcune situazioni cliniche, si dovranno seguire protocolli tradizionali, che prevedono l’attesa di alcuni mesi tra il posizionamento degli impianti e il montaggio della protesi per consentire la completa guarigione dei tessuti.

Implantologia computer guidata

Questa tecnica innovativa consente di programmare l’intervento con grande precisione tramite la pianificazione 3D al computer. L’implantologia computer guidata permette di individuare con accuratezza la posizione degli impianti, riducendo tempi chirurgici e invasività dell’operazione.

I vantaggi per il paziente sono evidenti: guarigione più rapida dei tessuti, minore dolore e sanguinamento, gonfiore quasi assente.
Inoltre, questa procedura rende possibile il trattamento anche per persone con patologie particolari, come i pazienti diabetici o con problematiche cardiache.

Chirurgia ricostruttiva dell’osso

Per poter inserire un impianto dentale in modo sicuro e stabile, è fondamentale che l’osso che lo deve accogliere sia sufficientemente spesso e resistente. Quando l’osso mandibolare o mascellare non presenta le dimensioni adeguate, si rende necessario un intervento di chirurgia ricostruttiva.

La chirurgia pre-implantare si occupa proprio di aumentare l’altezza o lo spessore dell’osso, così da garantire una base solida e duratura per l’impianto. Prima di procedere, esami diagnostici come la radiografia panoramica e la TAC consentono di valutare con precisione la quantità di osso presente e la necessità di ricostruirlo.

Questi interventi vengono realizzati utilizzando materiali biocompatibili, appositamente scelti per la loro compatibilità con i tessuti umani. Grazie a queste tecniche, è possibile stimolare la crescita di nuovo tessuto osseo e favorire una guarigione più rapida.

Le soluzioni ricostruttive vengono personalizzate in base alle esigenze di ogni paziente, per offrire il miglior risultato possibile e permettere il posizionamento sicuro degli impianti dentali.

Rigenerazione dell’osso danneggiato da vecchi impianti

Alcune situazioni odontoiatriche, come la rimozione di impianti posizionati anni prima o alcune patologie sistemiche, possono rendere l’osso troppo fragile per sostenere nuovi impianti. Per questo motivo, è necessario rigenerare la quantità di osso indispensabile per garantire la stabilità dei futuri impianti, così da poter riabilitare in modo sicuro il paziente.

Il rialzo del seno mascellare (Sinus Lift)

Il rialzo del seno mascellare, chiamato anche Sinus Lift, è una procedura chirurgica che permette di aumentare l’altezza ossea nei settori dei molari e dei premolari superiori. Si sfrutta la cavità del seno mascellare per inserire materiale biomimetico che favorisce l’osteointegrazione. Gli impianti dentali possono essere inseriti circa 6 mesi dopo il rialzo del seno, oppure – nei casi più favorevoli – già durante lo stesso intervento.

Ricostruzione della cresta ossea con osso autologo

Questa tecnica serve a ispessire l’osso naturale quando è troppo sottile per accogliere impianti. Si utilizzano blocchi di osso prelevato dal paziente stesso (osso autologo), che vengono fissati sulla cresta ossea con piccole viti. Con il tempo, l’osso si integra perfettamente, creando una base stabile per l’inserimento degli impianti.

Rigenerazione ossea con biomateriale e membrana riassorbibile

Quando l’altezza della cresta ossea non è sufficiente o dopo interventi come estrazioni o pulizia di infezioni, è necessario riempire lo spazio creato. Si procede quindi con una rigenerazione tramite biomateriali e membrane riassorbibili per aumentare l’osso e garantire il corretto posizionamento degli impianti.

Split Crest

Lo split crest è una tecnica chirurgica adottata per aumentare lo spessore dell’osso, soprattutto nella zona mascellare dove l’osso può risultare troppo sottile per accogliere impianti dentali. In questi casi, l’osso viene definito “cresta a lama” proprio per la sua forma particolarmente assottigliata.

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