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Innovazione Odontoiatrica e assistenza sanitaria moderna a Martina Franca

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Cos'è l'odontoiatria conservativa

L’odontoiatria conservativa è la disciplina che si occupa della cura e del restauro di denti danneggiati, sia parzialmente che totalmente, a causa di carie o traumi. Il suo obiettivo principale è ripristinare sia la funzionalità che l’estetica del dente utilizzando materiali specifici e biocompatibili.

Questa branca permette di restituire al paziente una corretta funzione masticatoria e di evitare complicazioni future, come la necessità di devitalizzazione o estrazione del dente colpito.

Negli ultimi anni, la filosofia dell’odontoiatria conservativa punta su interventi minimamente invasivi: si elimina solo la parte cariata, sostituendola con materiali da restauro che si legano direttamente al tessuto sano.
Tutte le procedure vengono eseguite isolando il dente dal resto della bocca tramite una diga di gomma.


La diga di gomma in odontoiatria conservativa

La diga di gomma è uno strumento aggiuntivo di sicurezza, utilizzato durante le terapie conservative per proteggere il paziente.
Si tratta di un sottile foglio di lattice o gomma naturale che serve a isolare i denti da trattare da saliva, sangue e altri materiali usati nel corso della cura.
Per i pazienti con allergie al lattice, vengono utilizzate apposite dighe in vinile.

Otturazione e trattamento della carie nell’odontoiatria conservativa

L’otturazione, conosciuta anche come riempimento, è una delle principali procedure dell’odontoiatria conservativa. Consiste nel trattare la parte di dente danneggiata dalla carie, eliminando la porzione infetta e ripristinando la forma e la funzione del dente con materiali che si integrano perfettamente nel colore naturale.

Che cos’è la carie?

La carie è una malattia che colpisce i tessuti duri del dente, come lo smalto e la dentina. L’infezione parte dalla superficie esterna e può progredire fino a raggiungere la polpa, causando dolore e infiammazione.

Le cause della carie dentale sono molteplici, tra cui:

– La presenza di batteri,
– Il consumo di zuccheri,
– La predisposizione genetica,
– L’età.

La carie è dovuta principalmente ai batteri normalmente presenti nel cavo orale che, accumulandosi sotto forma di placca, attaccano i tessuti dentali. Per questo motivo, la miglior difesa contro la carie è una scrupolosa igiene orale quotidiana.

A seconda della gravità e dell’estensione della lesione, l’otturazione può essere più o meno complessa.

Come si cura la carie

Il trattamento della carie prevede la rimozione della parte di dente infetta, che viene poi ricostruita utilizzando materiali da restauro biocompatibili e dall’aspetto naturale, garantendo un risultato estetico e funzionale ottimale.
In questo modo il dente viene riportato al suo stato originale e la nuova otturazione risulta praticamente invisibile.

Se la parte da restaurare è molto estesa, si può ricorrere alla ricostruzione della porzione mancante del dente tramite manufatti realizzati in laboratorio.

Per i denti anteriori si utilizzano spesso faccette estetiche in ceramica integrale, mentre per premolari e molari si preferiscono le ricostruzioni con intarsi.

Cos'è l'endodonzia

L’endodonzia è la specialità che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie che colpiscono la parte interna del dente, in particolare la polpa dentale.
Quando questa zona viene interessata da infezioni o infiammazioni, si ricorre a specifiche tecniche per preservare e, quando possibile, salvare il dente.

La procedura endodontica più conosciuta è la terapia canalare, comunemente chiamata “devitalizzazione”. Questo intervento permette di recuperare un dente gravemente compromesso, spesso a causa di una carie profonda che ha raggiunto la polpa, provocando dolore e infiammazione. Durante la devitalizzazione, la polpa viene rimossa e il dente viene ricostruito, mantenendo così la sua funzione.


Le tre fasi della terapia canalare

Rimozione della polpa e sagomatura dei canali
Si eliminano la polpa danneggiata e i residui infetti dalla parte interna del dente, preparando i canali radicolari per una migliore penetrazione dei liquidi disinfettanti e favorendo così una corretta otturazione.
Disinfezione dei canali
In questa fase si riduce drasticamente la presenza di batteri nei canali, utilizzando soluzioni irriganti (come l’ipoclorito di sodio) in grado di dissolvere i tessuti necrotici e i microorganismi responsabili dell’infezione.
Sigillatura tridimensionale
Dopo la disinfezione, i canali vengono chiusi in modo ermetico per impedire ai batteri di rientrare e causare nuove infezioni.

A cosa serve la devitalizzazione

All’interno di ogni dente, al di sotto di smalto e dentina, si trova la polpa dentale: un tessuto molle formato da nervi, vasi sanguigni e connettivo, che si estende fino alle radici.
Se la polpa si infiamma in modo irreversibile o va incontro a necrosi, diventa necessario eseguire una devitalizzazione, che consiste nella pulizia e nella disinfezione completa dei canali interni del dente.
Questo trattamento elimina la sensibilità al dolore, al caldo e al freddo, ma consente al dente di continuare a svolgere la propria funzione masticatoria.

Come prendersi cura di un dente devitalizzato

Dopo una terapia canalare, è importante evitare di masticare cibi sulla zona trattata finché il dente non sarà completamente riabilitato. Una corretta igiene orale è fondamentale per evitare nuove infezioni.

È bene ricordare che anche un dente devitalizzato può sviluppare una carie: non essendo più sensibile, il paziente potrebbe non avvertire dolore e accorgersi del problema solo quando il dente risulta già compromesso.
Per questo, controlli regolari e una buona igiene sono sempre indispensabili.

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